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venerdì 15 giugno 2012

Dieci cose sul concerto di MDNA che volevate sapere ma non avreste mai avuto intenzione di chiedere

1. Difficilmente Madonna riuscirà a fare un altro tour al livello del Drowned World o del Confessions, ma almeno con questo MDNA Tour non ha dato la sensazione che le si stesse pagando un'ora e mezza di plaestra sul palco come invece era accaduto collo Sticky&Sweet, in cui saltava la corda, faceva pole dance, si sdraiava sulla palla da pilates e giocava alla cavallina più che altro.
2. Ieri sera a San Siro lo spettacolo è stato davvero notevole, invece, e si notava una ricercatezza in più, quasi raffinata, e anche la densità di scelte musicali e immagini è stata più forte. Si è visto un impegno più sul lato dell'imagery che su quello fisico-esibizionistico. Certo, Madonna e l'autotune più che essere amici sono simbionti, tipo l'ippopotamo e l'uccellino, ma alla fine uno che di partenza va a un concerto della Regina del pop per la sua voce è come Monti che chiede alla Fornero di non fare incazzare qualcuno per più di ventiquattro ore.
3. L'introduzione allo show, cupa e di un misticismo nero (come gran parte delle esibizioni), faceva pensare subito a una messa satanica - e lì m'ero già spaventato, perché avevo lasciato il capretto sgozzato negli altri pantaloni. La prima canzone è stata Girl Gone Wild, seguita da Revolver e da una piuttosto violenta versione di Gang Bang, con la Nostra che spara ai ballerini mentre sugli schermi vengono proiettati fiotti di sangue e tritacarne. Roba che Tarantino sembra il regista di Le tre rose di Eva, in confronto.
4. Guardate che Madonna non è mica una che si attacca le cose all'orecchio, no. A un certo punto ha tenuto a far capire che strapparla dal trono del pop sarà più difficile che infilare Valeria Marini in un tubino taglia 40, mixando Express Yourself con Born This Way di Lady Gaga, dopo che da più parti erano venute accuse di plagio nei confronti della Germanotta proprio a causa della somiglianza dei due pezzi, e con She's Not Me, traccia del penultimo album Hard Candy in cui la Ciccone se la prendeva con le sue imitatrici ("she's not me and she 'll never will be": chiaro il concetto?).
5. La tetta non l'ha mostrata, no, ma ha fatto comunque una specie di strip tease, mentre si esibiva in una versione rallentanta e stripped down (e poi dite che non è coerente) di Like a Virgin. Momento notevole (per la canzone, non per lo strip).
6. In uno dei vari interludi video, sulle note di Nobody Knows Me, c'è stato il consueto collage politico-umanitario. Questa volta era incentrato più che altro sulle discriminazioni sessuali, con una carrellata degli adolescenti omosessuali morti suicidi perché vittime di bullismo.
7. Madge salta, balla, corre sul filo, si fa rigirare come un trottola, fa la ruota. A volte, però, bisogna dire che qualche incertezza ce l'ha e informatori dalle prime file parlavano di tentennamenti e barcollii. Ma sta di fatto che a 54 anni dimostra di essere più atletica non solo di me (che lì anche un brapido con l'artrite, voglio dire), ma anche di Fiona May e Yuri Chechi messi insieme.
8. Nella tribuna d'onore, oltre a Dolce&Gabbana con Toyboy1&Toyboy2, è apparsa anche la mitica Donatella, che non so se l'avete vista di recente ma sembra l'incrocio fra Hulk Hogan e la figlia di Fantozzi che ha deciso d'andare in palestra. Il concerto è cominciato mezz'ora in ritardo perché la tinta biondo platino della Versace illuminava troppo il palco, così s'è aspettato che facesse buio. C'era anche Allegra Versace, ma non sono sicuro perché è stata quasi sempre di profilo e quindi non la si è vista granché (questa è cattiva, lo so, me lo dico da solo).
9. Momenti migliori, oltre alla messa da requiem di Girl Gone Wild e a Like a Virgin: Vogue, I'm A Sinner (col coinvolgimento del trio basco dei Kalakan, davvero suggestivi) e Like a Prayer, che ti concilia sempre col mondo e ti farebbe venir voglia di dare un bacio sulla guancia perfino a Giovanardi. Ha chiuso con il remix di Benny Benassi di Celebration, in cui è apparso anche il piccolo Rocco a fare il truzzetto.
10. A un certo punto Madonna ha voluto ringraziare i fan italiani che la supportano da tre decadi. La dimostrazione empirica del fatto? La maggior parte dei gay presenti aveva passato la quarantina.

lunedì 14 maggio 2012

La paura non esiste, il coraggio di cambiare sì

Ieri sera sono stato a vedere il concerto di Tiziano Ferro all'Arena di Verona, ultima di tre date tutte esaurite. Sì, lo so, adesso vi scorticherete il cuoio capelluto dallo schifo, vi si strapperanno le mutande dalla derisione, vi lancerete nel caminetto per l'indignazione. Però Tiziano Ferro è bravo: ha tenuto per due ore di concerto una voce impeccabile,  si muove bene, parla poco e canta tanto, quando parla lo fa per ringraziare con un'umiltà che a un certo punto sembra quasi incredibile, oppure per ricordare di donare il sangue mettendosi in contatto coi volontari dell'Airc. E questo dettaglio è, secondo me, fondamentale: perché a quanto mi risulta un po' dovunque gli omosessuali, anche se in relazioni monogamiche durature, non possono donare il sangue. Quindi questo è un dettaglio che racconta di generosità, una generosità che nasce dall'esclusione.
E Tiziano Ferro è bravo anche perché ha sempre raccontato con grande franchezza dei suoi conflitti interiori (e qui non sto parlando di identità sessuale, ma di qualcosa di più ampio): riascoltando le canzoni anche più mainstream ("Xverso", "Le cose che non dici", "La paura non esiste"), questo dissidio percorre tutti i testi in modo nemmeno così sottile. I suoi brani, a parte la patina pop facile e orecchiabile, un po' sorniona, sono quasi sempre poco banali, ricercati, molto vissuti e poetici: non ci sono mai lezioni nei suoi testi, ma analisi di sentimenti e di brandelli di vita.
Ferro è ancora più bravo perché questo dissidio in qualche modo l'ha vinto: ne ha sempre parlato con allusioni intense e coraggiose, l'ha affrontato, l'ha reso poesia e ha così conquistato migliaia di fan. Ha sempre fatto leva sul suo talento (che è stato la sua salvezza, anche), si è salvato dalle tenebre senza vergognarsene (tenendo un segreto, ma alla fine assumendosene la responsabilità con coraggio), e condivide questo dissidio sul palco col suo pubblico, mentre dimostra sempre grande normalità, grande umiltà: ringrazia sempre, ricorda spesso i musicisti sul palco con lui, non canta quasi mai al centro del palco ma sempre un po' defilato.
Dicevamo dell'esclusione, prima. Ferro l'ha trasformata in inclusione, e condivisione. Ecco forse perché il suo pubblico è così eterogeneo: è facile un po' per chiunque identificare in quel ragazzo obeso che non accettava se stesso che ha saputo cantare virtuosamente fino a trasformarsi in una superstar acclamata in mezzo mondo, un proprio disagio che si avrebbe sempre voluto trasformare in energia positiva. E cos'è un concerto - all'Arena, poi - se non energia positiva pura che si scatena.














p.s. Comunque non preoccupatevi, i difetti ce li ha anche Tiziano Ferro: il momento un po' swing con "Tvm", "Quiero vivir con vos" e "L'olimpiade" non era del tutto convincente, e non parliamo di quando si concia da rapper per riproporre "Perdono". Ma l'imperfezione (limitatissima, in questo caso) fa sempre parte del discorso che ho fatto finora.